L'attività fisica può proteggere le donne in sovrappeso dai rischi cardiaciPer le donne di mezza età altrimenti sane che sono in sovrappeso o obese, l'attività fisica può essere l'opzione migliore per evitare le malattie cardiache, secondo uno studio che ha seguito circa 900 donne per sette anni.


Questi risultati sono stati riportati da uno studio guidato da ricercatori dell'Albert Einstein College of Medicine della Yeshiva University e del Montefiore Medical Center, l'ospedale universitario della Einstein, e pubblicati il 10 maggio sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism.


"Essere in sovrappeso o obesi aumenta il rischio di una persona di sviluppare condizioni come l'ipertensione, elevati livelli di trigliceridi e di glucosio a digiuno; tutti fattori di rischio per le malattie cardiache, la principale causa di morte negli Stati Uniti",
ha detto l'autrice Unab Khan, MBBS, MS, assistente professore di pediatria e di medicina famigliare e sociale alla Einstein e medico e pediatra curante al Montefiore. "Con circa due donne americane su tre in sovrappeso o obese, abbiamo bisogno di trovare modi pratici per tenerle sane, più a lungo".


Gli autori hanno identificato 866 donne in sovrappeso e obese, di età compresa tra 42 e 52 anni, e le hanno arruolate nello «Study of Women's Health Across the Nation» (SWAN), uno studio multicentrico e multietnico progettato per esaminare la salute delle donne durante i loro anni centrali.


Le donne studiate sono state classificate come «sovrappeso/obese metabolicamente benigne», intendendo
che avevano al massimo un fattore di rischio per le malattie cardiache e quindi un rischio minore di sviluppare la malattia. L'obiettivo principale dello studio era identificare i fattori che possono indurre queste donne a rientrare nella categoria «a rischio sovrappeso/ obese», cioè con un rischio alto di sviluppare malattie cardiache, come pure i fattori che aiutano le donne ad evitare la categoria di alto rischio.


Nel corso dello studio di sette anni, le donne sono state testate annualmente per i fattori di rischio delle malattie cardiache.
Esse hanno inoltre completato un sondaggio annuale che descriveva la loro attività fisica per i 12 mesi precedenti, che poteva andare da una vita attiva, al caregiving [prendersi cura di qualche paziente] e fare le faccende domestiche, fino all'esercizio e allo sport.


Durante i sette anni, 373 partecipanti (43 per cento del totale) sono passate dall'avere al massimo un solo fattore di rischio per le malattie cardiache (ad esempio sovrappeso/obese metabolicamente benigne) al rischio di sovrappeso/obese, nel senso che avevano sviluppato
due o più dei seguenti cinque fattori di rischio per le malattie cardiache:

  1. ipertensione;
  2. basso livello ematico di colesterolo HDL (=buono);
  3. elevati livelli ematici di trigliceridi;
  4. elevati livelli di glicemia a digiuno (che indicano pre-diabete o diabete);
  5. elevati livelli di proteina C-reattiva (che indicano infiammazione).


Un'attività fisica bassa/moderata, all'inizio dello studio e durante esso, era l'unico fattore di stile di vita che ha dimostrato di proteggere le donne in sovrappeso/obese dal rischio di malattie cardiache.
Più in particolare, le donne che hanno partecipato all'attività fisica durante lo studio hanno avuto il 16 per cento in meno di probabilità di acquisire un rischio di malattie cardiache, rispetto alle donne che non erano fisicamente attive.


I ricercatori hanno anche identificato alcuni «scatenanti» che predispongono le donne ad acquisire il rischio di malattie cardiache:

  • Le donne che avevano elevati livelli di glucosio a digiuno o avevano assunto farmaci antidiabetici all'inizio dello studio avevano una probabilità più di tre volte superiore di diventare a rischio di malattie cardiache rispetto alle donne che avevano livelli normali di glucosio a digiuno, quando è iniziato lo studio.
  • Le donne che avevano ipertensione all'inizio dello studio avevano tre volte di più la probabilità di cadere nel gruppo a rischio rispetto alle donne che non erano ipertese all'inizio dello studio.
  • Le donne che hanno guadagnato peso durante lo studio avevano il 16 per cento in più di probabilità di diventare a rischio di malattie cardiache rispetto alle donne che non hanno aumentato il peso.


"Un gran numero di donne che hanno iniziato lo studio (oltre il 40 per cento di loro) non erano più sane in termini di cuore alla fine dello stesso", ha detto la dott.ssa Khan.
"Ma il nostro studio dimostra il ruolo importante che l'attività fisica può avere nell'impedire alle donne in sovrappeso o obese di diventare a rischio di malattie cardiache. Questi risultati suggeriscono che l'attività fisica può impedire che le donne in sovrappeso sviluppino malattie cardiache, anche se hanno fattori di rischio per tali malattie".

 

 

 

 

 


Fonte: Albert Einstein College of Medicine of Yeshiva University (>English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti:  Unab I. Khan, Dan Wang, Carrie A. Karvonen-Gutierrez, Naila Khalil, Kelly R. Ylitalo, Nanette Santoro. Progression From Metabolically Benign to At-Risk Obesity in Perimenopausal Women: A Longitudinal Analysis of Study of Women Across the Nation (SWAN). The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, 2014; jc.2013-3259 DOI: 10.1210/jc.2013-3259

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