17-11-2013 Camminata per Lalzhaimer colli di Soligo 028Nel più grande studio eseguito finora per indagare gli effetti dell'allenamento fisico nei pazienti con insufficienza cardiaca, l'esercizio fisico ha dimostrato di ridurre del 26% il rischio di successiva mortalità o ospedalizzazione per qualsiasi causa nelle donne, rispetto al 10% negli uomini.


Anche se era stata in precedenza osservata nella pratica clinica una relazione causale tra esiti migliori di salute ed esercizio fisico, questo studio è il primo a collegare gli effetti dell'allenamento agli esiti di salute nelle donne con malattia cardiovascolare.


Quest'analisi esplorativa, è stata recentemente pubblicata sul Journal of the American College of Cardiology: Heart Failure.


"Questo esperimento è stato predisposto unicamente per esaminare i risultati dell'esercizio fisico nelle donne rispetto agli uomini, perché abbiamo incluso un'analisi pre-specifica delle donne, abbiamo usato il database di test più grande mai acquisito per le donne e la popolazione è stata ottimizzata con la terapia medica", ha detto Ileana Piña, MD, MPH, direttore associato degli Affari Accademici nella Divisione di Cardiologia del Montefiore Medical Center, professoressa di Medicina, Epidemiologia & Salute della Popolazione all'Albert Einstein College of Medicine della Yeshiva University, nonchè ricercatrice clinica e presidente del Comitato Direttivo. "La malattia cardiaca ha un forte impatto sulle donne. Il nostro obiettivo è che questi risultati influiscano notevolmente sulla gestione di questa sindrome impegnativa".


Le malattie cardiache sono la principale causa di morte per le donne negli Stati Uniti, responsabili della morte di una donna su quattro. Anche se le donne hanno una probabilità doppia degli uomini di sviluppare insufficienza cardiaca dopo un attacco di cuore o ischemia cardiaca, ricevono meno spesso la prescrizione di completare un programma di esercizi.


Le donne con malattia cardiovascolare sono ampiamente sottorappresentate nella ricerca precedente sull'esercizio, e nessuna grande sperimentazione ha finora studiato l'impatto dell'allenamento sugli esiti di salute delle donne con insufficienza cardiaca.


Lo studio randomizzato, multicentrico, internazionale HF-ACTION (Heart Failure - A Controlled Trial Investigating Outcomes of Exercise Training) comprendeva la più grande coorte di donne con insufficienza cardiaca che si è sottoposta ad esercizio fisico, e ha esaminato le potenziali differenze di genere che potrebbero influenzare la prescrizione dell'esercizio fisico.


"Questi risultati sono significativi perché hanno importanti implicazioni per la pratica clinica e i comportamenti dei pazienti", ha detto la dott.ssa Piña. "I risultati suggeriscono che i medici dovrebbero considerare l'esercizio come una componente del trattamento per i pazienti di sesso femminile con insufficienza cardiaca, come fanno per i pazienti di sesso maschile".


Il trial clinico ha randomizzato 2.331 pazienti con insufficienza cardiaca e una frazione di eiezione ventricolare sinistra inferiore o uguale al 35 per cento, in un programma di esercizio formale più terapia medica ottimale, o alla sola terapia medica ottimale. Prima della randomizzazione, i pazienti sono stati sottoposti a test da sforzo cardiopolmonare limitato dai sintomi, per valutare la capacità di esercizio, calcolata dal picco di consumo di ossigeno (VO2).


I pazienti randomizzati nel gruppo di trattamento con esercizio hanno partecipato a camminate supervisionate, o a cyclette, per 30 minuti tre giorni alla settimana per sei settimane. Dopo aver completato 18 sessioni, i pazienti hanno aggiunto 40 minuti di esercizi a domicilio per due giorni alla settimana. Dopo aver completato 36 sessioni controllate, i pazienti sono passati interamente ad un programma di esercizi a casa per cinque giorni alla settimana, per 40 minuti al giorno.


L'esito primario di questa analisi era un composito di tutte le cause di mortalità o di ospedalizzazione, stratificato per genere. Le donne randomizzate sull'esercizio hanno visto una riduzione del 26 per cento (p=0,027) del rischio di mortalità o ospedalizzazione per ogni causa (HR 0.74, 95% CI 0,59-0,92) rispetto a una riduzione del 10 per cento del rischio di questi esiti per gli uomini randomizzati sull'esercizio (HR 0.99, 95% CI 0,86-1,13).


Gli esiti secondari includevano solo la mortalità, il composito di mortalità cardiovascolare o ospedalizzazione cardiovascolare, e il composito di mortalità cardiovascolare o ospedalizzazione per insufficienza cardiaca, tutto stratificato per genere.


I programmi di esercizio sono stati associati ad una maggiore riduzione del rischio per le donne rispetto agli uomini su tutti i punti di controllo secondario, anche se le interazioni associate al trattamento per genere non erano statisticamente significative.


Non ci sono state differenze significative evidenti tra uomini e donne all'interno dei due gruppi di trattamento in relazione al cambiamento del Peak VO2. In precedenza era stata segnalata la sicurezza dell'esercizio fisico nei pazienti con insufficienza cardiaca e il miglioramento dello stato di salute, per l'esperimento HF-ACTION.

 

 

 

 


Fonte: Montefiore Medical Center (>English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Ileana L. Piña, Vera Bittner, Robert M. Clare, Ann Swank, Andrew Kao, Robert Safford, Anil Nigam, Denise Barnard, Mary N. Walsh, Stephen J. Ellis, Steven J. Keteyian. Effects of Exercise Training on Outcomes in Women With Heart Failure: Analysis of HF-ACTION (Heart Failure–A Controlled Trial Investigating Outcomes of Exercise TraiNing) by Sex. JACC: Heart Failure, 2014; DOI: 10.1016/j.jchf.2013.10.007

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