Esercizio amplifica il Potere della chemioterapia contro il Tumore Joseph LibonatiStudio dopo studio si è dimostrato vero che l'esercizio fisico ci fa proprio bene.


Ma una nuova ricerca di scienziati della University of Pennsylvania suggerisce che l'esercizio fisico può avere un ulteriore vantaggio per i pazienti oncologici sottoposti a chemioterapia.


Il loro lavoro, svolto in un modello di topo con melanoma, ha trovato che la combinazione  esercizio + chemioterapia riduce il tumore più che la sola chemioterapia.


Joseph Libonati (foto), professore associato nella Facoltà di Infermieristica e direttore del Laboratory of Innovative and Translational Nursing Research, è l'autore senior dello studio, apparso nell'American Journal of Physiology.


Il suo laboratorio ha collaborato strettamente con quello di Sandra Ryeom, assistente professore di biologia del cancro alla Perelman School of Medicine della Penn. Hanno contribuito anche Geetha Muthukumaran, Dennis Ding della Penn Nursing e Akinyemi Bajulaiye, Kathleen Sturgeon, Keri Schadler, Nicholas J. Thomas e Victor Ferrari della Penn Medicine.


L'esercizio è da lungo tempo consigliato ai malati di cancro per i suoi benefici fisici e psicologici. Libonati e colleghi si sono interessati particolarmente a testare se l'esercizio potrebbe proteggere dagli effetti collaterali negativi collegati al cuore della doxorubicina, farmaco anti cancro comune.


Anche se é efficace nel trattamento di vari tipi di cancro, sappiamo che la doxorubicina danneggia le cellule del cuore, danno che potrebbero portare a insufficienza cardiaca nel lungo periodo. "La preoccupazione immediata per questi pazienti è, naturalmente, il cancro, e faranno di tutto per sbarazzarsi di esso", ha detto Libonati. "Ma poi quando si supera quella cresta, si ha a che fare con il rischio elevato di malattie cardiovascolari nel lungo termine".


Studi precedenti avevano dimostrato che un regime di esercizio, prima di ricevere la chemioterapia, potrebbe proteggere le cellule del cuore dagli effetti tossici della doxorubicina, ma pochi avevano cercato di vedere se un regime di esercizio, durante la chemioterapia, potrebbe essere utile.


Per farlo, il team di Libonati ha organizzato un esperimento con quattro gruppi di topi. Tutti hanno avuto un'iniezione di cellule di melanoma nel collo. Durante le due successive settimane, due dei gruppi hanno ricevuto la doxorubicina in due dosi, mentre gli altri due gruppi hanno ricevuto iniezioni di placebo. I topi in uno dei gruppi trattati e uno dei gruppi placebo sono stati messi in un regime di esercizio, camminando per 45 minuti, cinque giorni alla settimana, su un tapis roulant adatto al topo, mentre il resto dei topi è rimasto sedentario.


Dopo la prova di due settimane, i ricercatori hanno esaminato il cuore degli animali mediante ecocardiogramma e analisi dei tessuti. Come previsto, la doxorubicina ha ridotto la funzione e la dimensione cardiaca e ha aumentato la fibrosi, un ispessimento dannoso del tessuto. I topi che hanno fatto esercizio non erano protetti da questo danno.


"Le analisi dicono che l'esercizio non ha fatto nulla al cuore; non l'ha peggiorato, non l'ha aiutato", ha detto Libonati. "Ma i dati tumorali - li trovo davvero incredibili". Il risultato "sorprendente" era che i topi che avevano sia ricevuto la chemioterapia, che eseguito l'esercizio fisico, avevano tumori significativamente più piccoli dopo due settimane dei topi che avevano ricevuto solo la doxorubicina.


Ulteriori studi dovranno indagare esattamente come l'esercizio aumenta l'effetto della doxorubicina, ma il team della Penn ritiene che potrebbe essere in parte perché l'esercizio aumenta il flusso di sangue al tumore, portando con sé più farmaco nel sangue. "Se l'esercizio fisico aiuta in questo modo, si potrebbe potenzialmente usare una dose più piccola del farmaco e ottenere un minor numero di effetti collaterali", ha detto Libonati.


Capire meglio i molti modi in cui l'esercizio colpisce i vari sistemi del corpo potrebbe anche aprire la strada allo sviluppo di farmaci che imitano gli effetti dell'attività fisica. "Le persone non dovrebbero prendere un farmaco e poi restare sedute tutto il giorno", dice Libonati. "Qualcosa di semplice come il movimento fisico influisce sul modo in cui i farmaci vengono metabolizzati. Stiamo solo iniziando a comprenderne la complessità".

 

********
La ricerca è stata sostenuta dal National Cancer Institute, dal National Heart Lung and Blood Institute, dal Biobehavioral Research Center della Penn, dal National Center for Research Resources e dal National Center for Advancing Translational Sciences.

 

 

 

 

 


Fonte: University of Pennsylvania (>English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: K. Sturgeon, K. Schadler, G. Muthukumaran, D. Ding, A. Bajulaiye, N. J. Thomas, V. Ferrari, S. Ryeom, J. R. Libonati. Concomitant low-dose doxorubicin treatment and exercise. AJP: Regulatory, Integrative and Comparative Physiology, 2014; 307 (6): R685 DOI: 10.1152/ajpregu.00082.2014

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Freewalker Team asd. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

 

 

Strony internetowe